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"Una diossina intellettuale sta decretando il Declino e la Caduta dell'Impero dell'Essere Umano...
e se non avessi qualche speranza lascerei perdere." F. Battiato
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Invitiamo i singoli, le associazioni, i centri sociali ad aderire all'appello per la costruzione di appuntamenti di mobilitazione e sensibilizzazione su tutto il territorio comprensoriale.

Contro discariche ed inceneritori. Per il Trattamento Meccanico Biologico (MBT): trattamento a freddo dei rifiuti. Per le dimissioni immediate del presidente dell’Ente Parco Vesuvio e di tutti i sindaci colpevoli dell’ecocidio in atto. Per una stagione dell’autogoverno collettivo. Per un nuovo piano rifiuti deciso dalle comunità locali autorganizzate. Per l’avvio reale della raccolta differenziata porta a porta. Per il salario garantito a precari e disoccupati che qui vivono disperano muoiono. Per Riciclo, Riuso e Compostaggio. Per un piano straordinario di bonifica delle aree inquinate. Contro il capitalismo della catastrofe.


Movimento Difesa del Territorio Area Vesuviana

Collettivo Area Vesuviana

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mercoledì 28 maggio 2008

ASSEMBLEA PUBBLICA

TERZIGNO: LA SOLUZIONE FINALE


Il decreto-legge n. 90 del 23 maggio 2008 prevede

nel Comune di Terzigno

DUE MEGADISCARICHE.


ATTENZIONE!

In queste discariche è previsto esplicitamente lo sversamento

di: rifiuti urbani indifferenziati, ceneri leggere e pesanti,

scorie e fanghi contenenti

sostanze pericolose… in pratica RIFIUTI TOSSICI!

Le comunità locali continuano ad essere calpestate ed avvelenate.

Le decisioni vengono imposte e mai discusse.


ASSEMBLEA PUBBLICA


Giovedì 29 maggio 2008 ore 19.30


Piazza Troiano Caracciolo del Sole





Coordinamento dei comitati civici

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Salve

sono un tecnico che in passato ha studiato molto le aree della cava, sono inoltre un concittadino disgustato dalle scelte strategiche del decreto gobernativo, in fine sono padre preoccupato per lo sviluppo della questione, sarò presente alla riunione, nel caso vogliate contattarmi prima lasciate quì un recapito.

roberta ha detto...

Siamo prossimi alla guerra civile. La Campania non ha ne mezzi, né strumenti giuridici in grado di governare o amministrare o debellare una rivoluzione prossima. Anzi, fuori le mura della città si odono già i tamburi in un tam tam simile ad un grido di guerra. La popolazione tutta si sta unendo e presto l'anarchia e il disordine sommergeranno le stanche terre della Campania; incapace oramai di qualsiasi contrasto.
Al grido sempre più acuto e assordante si uniscono i magistrati.
Emergono verità inquietanti sul progetto che doveva riportare la Campania alla normalità.
Verità e non supposizioni poiché dai documenti emergono emendamenti allucinanti.
Verbo volant, scripta manent, recita un proverbio antico e noi le fonti certe le abbiamo, nero su bianco.
I magistrati decidono di intraprendere l'azione istituzionale inviando al CSM le loro perplessità sul decreto da poco varato.
Legge 90 articolo 9 del 23 maggio 2008.
Una legge che di fatto contrasterebbe se non annienterebbe ogni azione mirata alla lotta contro la criminalità organizzata. I pm non potranno più disporre sequestri preventivi di discariche o zone di stoccaggio ritenute in mano alla camorra; in questo modo il governo potrà ripulire le strade usando queste discariche inquinate e malavitose. Ecco perchè alcuni magistrati all'unisono bocciano il decreto urlandone la pericolosità potenziale e devastante.
Cosi scrivono: "Solo nella regione Campania, posto che per le altre regioni italiane vige un divieto assoluto, sarà possibile smaltire in discarica un rifiuto normativamente considerato pericoloso in qualunque paese europeo".

"Siamo assolutamente consapevoli delle responsabilità istituzionali e dei gravosi compiti che incombono sui magistrati della procura di Napoli , chiamati ad assolvere, sulla base della nuova legge, compiti nuovi e difficili.

"Negli ultimi anni diverse indagini preliminari hanno accertato la consumazione di gravi violazioni della legge penale, tutte afferenti all'attuale sistema di raccolta, trasporto, stoccaggio, recupero e smaltimento dei rsu e di altra tipologia", ricordano i 72 sostituti e 3 della Procura di Napoli.

"Discarica piena, sarà un nuovo Vajont"

Per non parlare delle 650 pagine di intercettazioni che hanno portato all'arresto ai domiciliari di 25 persone. Personaggi che avrebbero dovuto risolvere l'annosa questione rifiuti.

Due dirigenti della Fibe (l'impresa che vinse l'appalto per lo smaltimento dei rifiuti) - scrive "Repubblica" - parlano della discarica di Villaricca, diventata una "piscina di percolato". Le possibili soluzioni: coprire il tutto con la sabbia, così che all'apparenza sembri tutto regolare. Uno dei due ricorda all'interlocutore che se la discarica riceverà altre tonnellate di spazzatura potrebbe diventare un nuovo Vajont.

In una intercettazione a parlare è Marta Di Gennaro, all'epoca vice di Guido Bertolaso e il dirigente Michele Greco. Di Gennaro descrive i rischi di tracimazione del percolato, immagini definite "impressionanti".
A questo si aggiunge la repressione militare a cui è stata costretta la popolazione partenopea.
Repressione che ha identificato e offeso tutti i manifestanti etichettandoli terroristi camorristi.
I partenopei non sono camorristi, la camorra demenziale e totalitaria regna nelle istituzioni.
Questo ingiustificato abuso di potere da parte di un governo incapace di agire sotto i dettami della convenzione europea è la vera mano armata della criminalità organizzata e non può restare impunita.
Mi appello alla coscienza di tutti gli italiani.
Non lasciateci morire intossicati.

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Campania:arressti e processi per direttissima
http://unlaita.altervista.org/joomla-1.5.0_ita/index.php/component/content/category/3-le-news.html

importante! ha detto...

da napoli.repubblica.it

«Solo in Campania, posto che nelle altre regioni vige il divieto assoluto, sarà possibile smaltire in discarica un rifiuto normativamente considerato pericoloso in qualsiasi paese europeo»: è l´allarme lanciato nel documento che 75 magistrati su 100 della Procura di Napoli hanno inviato al Csm per sollecitare un parere negativo sul decreto approvato mercoledì 21 maggio dal governo Berlusconi.

Il testo viene criticato innanzitutto per l´istituzione di una procura regionale e un tribunale specializzato in materia di rifiuti. La riforma, scrivono i pubblici ministeri, «non sembra assecondare e sostenere lo sforzo profuso dal nostro ufficio e dagli altri uffici inquirenti campani» nelle indagini che hanno cercato «di contrastare fenomeni illegali di vario tipo, anche riguardanti le infiltrazioni della criminalità camorristica nel settore dei rifiuti, di individuare gravi degenerazioni amministrative e di contenere e ridurre il danno arrecato all´ambiente, al territorio e alla salute dei cittadini».

In calce al documento, le firme di veterani dell´ufficio come il pm di Calciopoli, Giuseppe Narducci, o di sostituti impegnati in prima fila nelle indagini anticamorra come Marco Del Gaudio, Antonello Ardituro e Sergio Amato. Hanno firmato i procuratori aggiunti Sandro Pennasilico, Franco Roberti e Aldo De Chiara, ma anche i pm Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo, titolari dell´indagine sulla gestione dei rifiuti che da martedì mattina tiene agli arresti domiciliari 25 persone fra le quali l´ex vice di Guido Bertolaso, Marta Di Gennaro, l´amministratore delegato di Fibe, Massimo Malvagna, imprenditori e dirigenti della struttura commissariale.

La nota, preceduta nei giorni scorsi da un intenso dibattito e da un´assemblea dei magistrati, è partita proprio nel giorno in cui il capo dei pm del capoluogo campano, Giandomenico Lepore, ha incontrato in via Arenula il ministro della Giustizia, Angelino Alfano per discutere dei profili organizzativi della riforma. Il Guardasigilli ha difeso il progetto: «Quella dei rifiuti - ha detto il ministro - è un´emergenza globale, per la quale abbiamo assunto misure che riattribuiscono competenze, soprattutto al procuratore di Napoli. Vogliamo evitare che ci siano pressioni sui magistrati territoriali». Ma i sostituti non condividono questa impostazione e stigmatizzano anche la parte del decreto con la quale si «assicura una deroga a principi generali in materia di gestione dei rifiuti», vale a dire la materia al centro dell´inchiesta di queste ore e che oggi, davanti al gip Rosanna Saraceno, vedrà i primi interrogatori: dovranno comparire i capi dei sette impianti per la lavorazione di cdr (combustibile derivato dai rifiuti) indagati nel procedimento condotto ai pm Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo.


I sette sono asssistiti dagli avvocati Ilaria Criscuolo, Lucio Majorano e Alfonso Furgiuele. Venerdì toccherà, fra gli altri, a Michele Greco, ex dirigente del commissariato straordinario, difeso dall´avvocato Giuseppe Fusco, quindi al dirigente Giuseppe Sorace, assistito dall´avvocato Claudio Botti.

Nelle prossime ore dovrà anche essere sciolto il dubbio relativo all´interpretazione delle norme contenute nel decreto Berlusconi con riferimento al giudice competente per emettere provvedimenti cautelari. Con ogni probabilità, quando il gip Saraceno avrà concluso gli interrogatori "di garanzia", trasmetterà nuovamente gli atti alla Procura. I pm se lo riterranno opportuno, rinnoveranno la richiesta di custodia indirizzandola stavolta al tribunale composto da tre magistrati.

Ieri il presidente del Tribunale, Carlo Alemi, ha diramato la circolare che fissa i parametri per la composizione, fra i magistrati dell´ufficio gip, dei collegi che dovranno occuparsi dei provvedimenti in materia di rifiuti. Ma l´interpretazione di Alemi, secondo il quale il "tribunale collegiale" deve intendersi come "gip collegiale", non convince i giudici della sezione: i magistrati si sono riuniti ieri in assemblea e si dicono pronti a chiedere al presidente di rivedere questa impostazione.
(29 maggio 2008)

ecco il documento dei magistrati di napoli il documento dei magistrati di napoli
http://static.repubblica.it/napoli/pdf/CSM.pdf

Saranno le solite toghe rosse che non sanno stare al posto loro???

Anonimo ha detto...

mi sono segnata il vostro link
un saluto!

http://mimuovofacciocose.splinder.com/