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Diretta corteo in streaming su WebTV: http://www.livestream.com/vesuvioinlotta




"Una diossina intellettuale sta decretando il Declino e la Caduta dell'Impero dell'Essere Umano...
e se non avessi qualche speranza lascerei perdere." F. Battiato
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Invitiamo i singoli, le associazioni, i centri sociali ad aderire all'appello per la costruzione di appuntamenti di mobilitazione e sensibilizzazione su tutto il territorio comprensoriale.

Contro discariche ed inceneritori. Per il Trattamento Meccanico Biologico (MBT): trattamento a freddo dei rifiuti. Per le dimissioni immediate del presidente dell’Ente Parco Vesuvio e di tutti i sindaci colpevoli dell’ecocidio in atto. Per una stagione dell’autogoverno collettivo. Per un nuovo piano rifiuti deciso dalle comunità locali autorganizzate. Per l’avvio reale della raccolta differenziata porta a porta. Per il salario garantito a precari e disoccupati che qui vivono disperano muoiono. Per Riciclo, Riuso e Compostaggio. Per un piano straordinario di bonifica delle aree inquinate. Contro il capitalismo della catastrofe.


Movimento Difesa del Territorio Area Vesuviana

Collettivo Area Vesuviana

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venerdì 25 aprile 2008

25 APRILE


25 APRILE 1974
25 APRILE 1945 ????????????????????????

sabato 19 aprile 2008

I VERI MOTIVI DELLA SCONFITTA....


........MOZZARELLE ALLA DIOSSINA

mercoledì 9 aprile 2008

martedì 8 aprile 2008

Mozzarelle e diossine

di
Federico Valerio
Istituto Nazionale Ricerca sul Cancro
Chimica Ambientale- Genova

Mi lascia molto perplesso il modo in cui la stampa italiana e il nostro governo sta gestendo la crisi della mozzarella campana ed in particolare la mancanza di informazioni corrette sul significato delle concentrazioni di diossina trovate nei campioni analizzati.
Fino ad oggi non ho letto e sentito nessuno che ci informasse sulla quantità di diossina che è normale trovare in una mozzarella prodotta in zone non inquinate.Informazioni a riguardo ci vengono da un recente studio ( 2007) pubblicato su Chemosphere ( vol. 67 , pag s 79-s89) che ha misurato le diossine nel burro prodotto dai nuovi paesi membri dell’Unione in particolare Cipro, Repubblica Ceka, Estonia, Lituania, Polonia, Romania, Slovenia e Slovacchia.Poiché le diossine sono composti chimicamente molto stabili e altamente solubile nei grassi, questi composti si concentrano nei grassi e per convenzione tutte le analisi fatte su alimenti riportano il valore della concentrazione di questi composti nella sola componente grassa di un determinato alimento e la corrispondente unità di misura è la quantità di picogrammi (miliardesimi di milligrammo) di diossine per grammo di grasso.
Con questo accorgimento è possibile confrontare il livello di contaminazione del latte e dei suoi derivati ( burro, formaggio).
Nello studio effettuato sul burro prodotto nei paesi dell’EST Europeo che hanno aderito all’Unione Europea, diossine e poli-cloro-difenili con effetto tossico simile a quello delle diossine sono stati trovati in concentrazioni comprese tra 0,32 e 0,82 picogrammi per grammo di grasso.Siamo a valori nettamente inferiori (anche dieci volte) al massimo consentito, pari a 6 picogrammi per grammo di grasso, valore che alcune mozzarelle campane superano di qualche decimale ( 6,4-6,8 picogrammi per grammo di grasso).
Occorre ricordare, perché nessuno sembra l’abbia segnalato, che, per legge, il superamento di 6 picogrammi per grammo di grasso obbliga a vietare la commercializzazione del prodotto.Quindi nelle mozzarelle nostrane si è trovata una quantità di diossine circa dieci volte superiore a quella normale non solo nei nuovi stati dell'unione ma anche, ad esempio, in Germania, nei cui formaggi le diossine si trovano normalmente a concentrazioni intorno a 0,6 picogrammi per grammo.
La stessa situazione è stata registrata in Svizzera, nel 2001, in 30 campioni di latte raccolti in pascoli alpini, vicino a fonti inquinanti ( numerosi inceneritori) e presso i centri di commercializzazione del latte.
Nel latte prodotto in alta montagna si sono trovati 0,36 picogrammi per grammo di diossine e in quello prodotto vicino alle fonti inquinanti i picogrammi sono stati 0,63 per grammo ( un aumento di contaminazione statisticamente significativo a confronto della contaminazione nelle zone rurali).
Valori intermedi ( 0,51 picogrammi per grammo) si sono trovati nel latte lavorato nelle centrali del latte.Con i suoi continui controlli la Svizzera può certificare la qualità dei suoi prodotti caseari e la progressiva riduzione della contaminazione che era più elevata ( di circa tre volte) negli anni ottanta.
Anche in Germania i controlli di diossine negli alimenti sono frequenti e quando, alcuni anni or sono, i laboratori tedeschi improvvisamente cominciarono a registrare concentrazioni di diossine più alte della norma (1,41 picogrammi per grammo), pur essendo sotto i limiti di legge, non minimizzarono affatto il problema ma avviarono una immediata indagine per capire le cause del fenomeno, scoprendo che il motivo dell'aumento di diossine era l'introduzione di mangini contaminati provenienti dal Sud America.E scoperta la causa fu anche facile porvi rimedio e far ritornare le diossine ai bassi valori di prima.Le scelte della Germania, oltre ad essere di buon senso per la tutela della salute dei suoi concittadini, sono state anche in linea con le indicazioni della Unione Europea che continua a raccomandare gli stati membri di operare per diminuire ulteriormente l'esposizione a diossine dei propri concittadini, eliminando o riducendo il più possibile le fonti da cui le diossine possono venire.
Il problema grave nelle attuali vicende Campane è che la quantità di diossine presente oggi in alcuni campioni di mozzarelle è nettamente superiore alla quantità trovata negli stessi prodotti nel 2003.
In quell'anno, anche a seguito della annosa crisi rifiuti, il Laboratorio Sperimentale per l'industrie delle Essenze condusse uno studio su 90 campioni di mozzarelle campane e calabre, trovando che la maggior parte risultava avere una concentrazione di diossine inferiore a 3 picogrammi per grammo, quindi già alti, ma entro i limiti.Quello studio concluse che, in base alla composizione di diossine e furani, la contaminazione era da attribuire alla combustione all'aperto di rifiuti tossici scaricati abusivamente.
Ho l'impressione che da allora non si sia fatto nulla e che per salvare il buon nome dell'immagine del Made in Italy ancora oggi si preferisca fare la politica dello struzzo.
La gravità della situazione campana si può valutare effettuando una semplice indagine con l’aiuto dei motori di ricerca di Internet abbinando la parola “mozzarella” a “ dioxin” la traduzione inglese di diossine.
Usciranno decine di articoli comparsi sulla stampa internazionale , dalla CNN alla BBC, dove si parla esclusivamente della crisi della mozzarella napoletana e il tono degli articoli non è scandalistico o in chiave anti italiana.
Questi paesi sono seriamente preoccupati perché se la situazione è fuori controllo, come era alcuni giorni or sono, quei numeri significano che in Campania ci può essere una pesante e diffusa contaminazione dei pascoli e di tutti i prodotti agricoli coltivati in queste zone.
E visto che nessuno fa i conti giusti per capire cosa significa per la salute della popolazione questa situazione, li facciamo noi.
Un adulto che consuma normalmente latte, formaggio, burro, mangia ogni giorno circa 20 grammi di grassi. Se questi grassi hanno il livello di diossina pari ai campioni trovati fuori norma (6,8 picogrammi per grammo di grasso), la quantità di diossine mangiate giornalmente risulta pari a 136 picogrammi.
Questo valore, da solo, è nettamente superiore alla dose media giornaliera che si è registrata in Italia alla fine degli anni 90 ( 42 picogrammi al giorno) in base alla nostra tipica dieta meditteranea.
136 picogrammi derivanti dal solo consumo di latticini, corrisponde alla dose massima tollerabile giornaliera di un adulto di 70 chili (140 picogrammi al giorno) stabilita dalla unione Europea a cui sono da aggiungere le diossine “normalmente” presenti negli altri alimenti grassi (carne, uova, pesce) mangiati nel corso della giornata ( circa altri 40 picogrammi di diossine).
Pertanto il blocco della vendita di mozzarelle, in attesa dei risultati delle analisi a tappeto finalmente avviate, è una misura precauzionale doverosa.
Altrettanto doveroso dovrebbe essere il fare piena luce sulla contaminazione ambientale prodotta dalle discariche abusive e dagli altrettanto abusivi falò di rifiuti urbani ed industriali, fenomeni che hanno caratterizzato parte delle campagne Campane.
E in questa situazione, prudenza e saggezza vorrebbero che non sia aggiungere inquinamento ad inquinamento.
La scelta di termovalorizzare tutto il termovalorizzabile e di sovvenzionare, per di più , questa pratica con la scusa dell’emergenza, non va affatto in questa direzione.
Raccolta differenziata con sistemi “porta a porta”, riduzione, riuso, riciclo, compostaggio, trattamenti meccanico biologici, garantiscono emissioni di diossine nettamente inferiori a quelle del più moderno termovalorizzatore.

mercoledì 2 aprile 2008

INTERCETTAZIONE BERTOLASO CATENACCI e altre porcherie:

a proposito del perchè vogliono fare gli inceneritori

LE INTERCETTAZIONI / Catenacci: «Fanno un affare da 1.325 miliardi»
E Bertolaso esclamò al telefono: «Mortacci»
di Gianluca Abate

NAPOLI — Il calcolo delle ecoballe accatastate in giro per la Campania lo fa Corrado Catenacci. È il 7 marzo 2005, e alle 18.59 l'ex commissario telefona al capo della protezione civile Guido Bertolaso. La conversazione viene intercettata. Eccola.
Catenacci: «Ci sono almeno due milioni e mezzo di balle in tutta la Campania… Per quanto riguarda gli importi, secondo me sono circa 400 miliardi di lire».
Bertolaso: «Perché loro bruciandoli ricavano energia elettrica, no?».
Catenacci: «Gliela pagano a tariffa agevolata, tutto uno strano movimento che hanno fatto loro».
Diciotto minuti dopo, alle 19.17, il prefetto richiama.
Catenacci: «Ho fatto i conti con Turiello, viene una cifra mostruosa, 1.325 miliardi di lire».
Bertolaso: «Mortacci ragazzi…».
Cosa vogliano dire le due intercettazioni è cosa che il giudice spiega chiaramente. La prima conversazione è relativa al numero di ecoballe (o rifiuti, stando all'accusa) accatastate a quella data, numero che di lì in poi crescerà fino a tre milioni. La seconda, invece, fa riferimento ai previsti introiti derivanti dalla vendita di energia elettrica prodotta bruciando milioni di balle che la Procura ritiene per nulla eco. E che non fossero eco (a dar credito al giudice) se n'erano accorti i cittadini che accanto a quei siti ci vivevano, tanto che «le prime proteste delle popolazioni per i miasmi concorrevano a determinare la presentazione di interrogazioni parlamentari degli onorevoli Emiddio Novi e Alfonso Pecoraro Scanio». Il 27 febbraio 2002, il ministero dell'Ambiente «segnala l'opportunità di accertamenti» . Gli rispondono che va tutto bene, grazie anche alla «prassi di addomesticare i risultati» che «deve ritenersi provata».
Così come «provata» è anche la circostanza che sin dall'inizio appariva chiara la difficoltà di smaltire le ecoballe.
Sergio Pomodoro, dirigente della Impregilo, ai pm la spiega così: «Verificai che, ove si fossero utilizzati tutti i cementifici italiani e si fosse ricorsi anche a forme di combustione nei gruppi alimentati a carbone, la produzione di cdr avrebbe saturato tutti quegli impianti».
Il 5 marzo 2003, invece, viene intercettata una conversazione dell'allora amministratore delegato di Fibe Armando Cattaneo. Angelo Pelliccia, il suo interlocutore, dice che è meglio «lasciare il giocattolo in mano alla Regione».
Il manager risponde così: «Saremo l'unico termovalorizzatore che dà 10 euro a tonnellata per il fos, cdr… Ci bruciamo tutto quello che non ci crea problemi, ci piace così ed è finito». Il 2 aprile 2005, lo stesso Armando Cattaneo parla con un avvocato della conversione del decreto legge sull'additivazione dei rifiuti: «Siniscalchi dice che al Senato la Lega è stata tranquilla perché aveva la devolution e s'è guardata bene dal rompere le scatole, ma alla Camera si aspettano maggiore battaglia… Si teme frange di An e Lega contro… Vabbuò ci siete voi Ds».
Il 7 marzo 2005, invece, le microspie registrano la conversazione di un funzionario del commissariato per i rifiuti. Sono le 13.16. E la telefonata per il gip non ha bisogno di commenti: «Non è più il combustibile che deve essere stoccato… Questa è monnezza vera e propria».

infine
RIMANDO QUANTO DICE LA COMMISSIONE DI INCHIESTA GIA' DUE ANNI FA (alla faccia dell' "emergenza". ..):

Esemplare, a tal proposito, quanto riportato dalla relazione sulla Campania della Commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti:" Peraltro i profili vantaggiosi e positivi, dal punto di vista dei finanziatori, dell'iniziativa di finanziamento del progetto del sistema integrato del ciclo dei rifiuti proposto dalla Fibe in Campania erano stati riposti -a quanto emerso- nella produzione del cdr, con i connessi benefici del Cip 6:
"bruciare energia e venderla era parte fondamentale del business di Fibe" e per le banche "rappresentava il 60 per cento dei ricavi del progetto."

(Atti della Commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse, XIV legislatura, Relazione territoriale sulla Campania del 26/1/2006).

Roberto Pirani
Esperto in gestione e riduzione di materiali post consumo
http://www.buonsenso.info/

martedì 1 aprile 2008

Questo mio tempo

Questo mio tempo ha il sapore del catrame, della plastica,
del veleno che si insinua silenzioso nella linfa vitale
ma che spegne a poco a poco la speranza di un futuro.

E mentre io con voi, tra i banchi di scuola, discorro delle speranze,
degli amori, dei sogni profetici dei grandi uomini,
le ali della morte e della fine imminente
si distendono dietro di voi e vi avvolgono nel nefasto abbraccio.

Io, impotente , imploro il Signore di allontanarvi dal male oscuro,
di allontanarvi da imbroglioni e millantatori che vendono parole di morte a caro prezzo.

Questo mio tempo è quasi finito ma il vostro, appena iniziato, rimarrà un rivo strozzato.
Si mietono campi di grano dallo sterile seme, al pascolo agnelli deformi, tenaci alle mammelle, tenaci alla funesta vita si stringono, alla vita che dispensa loro la morte e la deformità.

Le acque come vene sinuose nel suo lento gorgo melmoso
esalano mefitici veleni e dispensano lungo la via dei campi la morte ai teneri virgulti…

Questo mio tempo è il tempo dei misfatti compiuti a cui forse non si può più rimediare.

La terra è agonizzante…

Povera umanità ammalata, incancrenita e che ancora si illude di essere padrona del mondo, di aver dominato la natura..

Questo mio tempo non mi lascia combattere perché non mi lascia capire da chi o cosa debbo difendermi.
Dove urlare la mia rabbia?
Da dove cominciare la lotta? La vostra lotta, ragazzi…

Non lasciatevi decidere la vita.

Riafferrate le redini del destino altrimenti segnato dalla fine imminente.

Questo mio tempo vi lascia un‘orribile eredità
da voi non voluta che vi piomberà addosso dissolvendo i vostri sogni di adolescenti.

Ma in voi la natura ha posto una forza ancora non contaminata: la lealtà e il coraggio, la sete di giustizia che ancora non scende a compromessi col politico che tutto corrompe.

Questo è il vostro tempo, non di altri.


Eleonora Vita Esposito insegnante di Liceo ad Acerra.