La polizia carica i manifestanti antidiscarica
a seguire
intervista prof.Angelo Genovese
blog del Movimento per la Difesa del Territorio Area Vesuviana
Diretta corteo in streaming su WebTV: http://www.livestream.com/vesuvioinlotta
Contro discariche ed inceneritori. Per il Trattamento Meccanico Biologico (MBT): trattamento a freddo dei rifiuti. Per le dimissioni immediate del presidente dell’Ente Parco Vesuvio e di tutti i sindaci colpevoli dell’ecocidio in atto. Per una stagione dell’autogoverno collettivo. Per un nuovo piano rifiuti deciso dalle comunità locali autorganizzate. Per l’avvio reale della raccolta differenziata porta a porta. Per il salario garantito a precari e disoccupati che qui vivono disperano muoiono. Per Riciclo, Riuso e Compostaggio. Per un piano straordinario di bonifica delle aree inquinate. Contro il capitalismo della catastrofe.
Movimento Difesa del Territorio Area Vesuviana
Collettivo Area Vesuviana
RE(de)PRESSIONE
Tanto per cambiare: dopo aver testardamente cercato di difendere il territorio vesuviano dallo scempio ambientale che devasta quotidianamente l’area (e
Intere comunità che pacificamente si autorganizzano e chiedono di poter contare nelle scelte “infrastrutturali” che stanno ridisegnando al negativo paesaggi e condizioni di esistenza, vengono trattate come orde della peggiore specie, criminalizzate, accusate di atti osceni dalla retorica paternalistica delle burocrazie al potere. Le stesse – i partiti e le loro consorterie – che hanno determinato con la loro rete di clientele il sonno della ragione di grossa parte degli abitanti di questi luoghi, che hanno lavorato e lavorano (…gli unici a farlo, visto il tasso di disoccupazione!) sul ricatto personale affinché nulla intacchi il sistema politico fondato sulle compatibilità, che riproducono da trent’anni a questa parte strategie affaristiche volte a difendere rendite di posizione decrepite, che continuano imperterrite a vendersi “silenziosamente” corpi e territori calpestando dignità, idee, futuro.
Non possiamo che condannare fermamente, quindi, l’aggressione vigliacca subita dalle genti di questo territorio da parte del braccio armato del potere – non a caso definito tutore dell’ordine – ma allo stesso tempo non possiamo non condannare il balbettio piagnucoloso della classe dirigente locale che continua a stupirsi del fatto che la fase storica attuale ridisloca il conflitto nelle sue innumerevoli forme sulla scena sociale per ristabilire processi democratici unico antidoto alla re(de)pressione imperante.
Sicuramente partiranno i soliti distinguo: ci sono manifestanti buoni e cattivi, violenti e pacifici, moralisti e immorali. Cazzate!
Questa volta il giochetto, sempre utile per chi ci governa, del dividi e amministra non funzionerà. La speculazione tattica della “politica in crisi”, che cerca sempre di rinchiudere la dialettica materiale nel corpo mortifero dell’istituzione statuale e delle sue regole formalistiche – mediazione, chiacchiericcio, ricorsucci, svendite –, non serve che a prender tempo, a scongiurare l’esplosione di rivolte che possono mettere definitivamente in crisi l’autoreferenzialità della rappresentanza. Se questo dispositivo avrà la meglio non ci resterà che scoprirci, di qui a poco, tutti definitivamente condannati all’avvelenamento.
Nel frattempo, oltre a praticare il dissenso e la resistenza con i mezzi che riterremo più consoni alla fase, non indietreggeremo di un millimetro per quanto concerne l’attività di costruzione di una nuova politica: quella che trasforma gli uomini nell’interno, che afferra le vite singole e le rovescia. Che non si limita ai piccoli spostamenti istituzionali, ma cambia le coscienze, sconvolge le biografie, restituisce agli individui la forza e la capacità di “decidere” cosa essere.
La sera del 4 giugno, alle ore 22, un folto gruppo di cittadini – circa 400 persone – si è riunito sulla panoramica di Boscoreale allo scopo di svolgere un’assemblea pubblica sul tema “discariche ed inceneritori” in seguito alle sconfortanti notizie provenienti dagli enti Provincia e Regione riguardanti la Cava vitello e la Cava Sari (site a circa 200 metri dalla suddetta rotonda).
Da subito lo schieramento delle forze dell’ordine è stato ingente.
L’assemblea ha tentato di chiedere alla polizia di poter aprire una vertenza con il Prefetto, avvicinandosi alla via Zabatta, dove erano schierati i blindati della Polizia: non avendo avuto risposte celeri in merito, i manifestanti, per evitare scontri, sono ritornati presso la rotonda proseguendo nel blocco stradale.
Passata la mezzanotte le persone rimaste hanno subito l’offesa delle forze dell’ordine che hanno iniziato una carica violenta contro i manifestanti stessi, molti dei quali fermi ai lati della strada.
I cittadini hanno provato a difendersi a mani alzate e senza offendere. Dopo circa trenta minuti di scontri, il bilancio è stato di 3 persone fermate e 6 feriti, tutti fra i civili.
L’offensiva dello Stato contro il diritto dei cittadini a difendere la propria salute, ha toccato questa sera punti di estrema violenza e tensione. La risposta alla richiesta, legittima, della cittadinanza a veder tutelata in primis la propria salute, è stata la violenza delle forze dell’ordine.
Siamo indignati dinanzi all'ennesimo abuso da parte dello Stato. Continueremo a gridare forte ai signori che gestiscono il potere che questa terra non è morta e non accetterà, restando a guardare, il disastro ambientale in atto.
Chiediamo solidarietà a tutte le realtà in lotta e ai cittadini.
Movimento Difesa del Territorio - Area Vesuviana
Collettivo Area Vesuviana
Oggi alle ore 15.00 una delegazione del Movimento Difesa del Territorio - Area Vesuviana ha incontrato l'assessore regionale all'ambiente Romano. Le risposte fornite dall'assessore non soddisfano le richieste delle popolazioni in lotta. Pur mostrando una disponibilità al dialogo, Romano ha ribadito che la posizione attuale non consente di prescindere da discariche ed inceneritori, ribadendo, come è già stato fatto dalla provincia di Napoli, che è NECESSARIO ALLUNGARE LA VITA DEGLI IMPIANTI ESISTENTI. Di conseguenza la ex SARI continuerà a sversare rifiuti fino a quando non sarà colma.
Qui di seguito i punti sottoposti all'assessore e le sue relative risposte.
- Sulla richiesta di un impegno dell’amministrazione regionale ad escludere NETTAMENTE E CHIARAMENTE la Cava Vitiello per la realizzazione di una nuova discarica
Risposta: “Oggettivamente il contesto presenta delle criticità di cui non è possibile non tener conto”. Dunque come sempre non un NO netto, ma una affermazione che aggiunge poco a quanto c’era già stato detto dalla provincia.
- Sulla discarica ex SARI. - Non sono mai stati effettuati rilievi dell’acqua, della terra e dell’aria. Gli unici dati che sono in nostro possesso (quelli dell’arpac) parlano di teli lacerati, geomembrana non fissata e percolato che trasborda. Per noi dunque la discarica non è a norma. Ne chiediamo la chiusura e bonifica.
Risposta: La bonifica è di competenza commissariale (De Biase).
L’unica cosa che l’assessorato all’ambiente può fare è “ tentare di garantire la corretta gestione di quello che esiste per non arrecare problemi alle popolazioni. Saranno avviati IMMEDIETAMENTE dei controlli e i 7 STIR presenti in regione, andranno verso la biostabilizzazione della frazione organica per evitare che quest’ultima finisca in discarica” (NOI AGGIUNGIAMO: per dare meno volume al rifiuto e dunque allungare la vita agli impianti).
- Ancora sulla ex SARI. E’ stata realizzata in una zona vulcanica. Non esiste una posizione ufficiale CHIARA ed ESPLICITA in merito. Se dovessero esserci a breve problemi legati al fenomeno vulcanico, quali sono le azioni per la messa in sicurezza? Fenomeni sismici, deformazioni, eventuali aperture di bocche ed eruzioni future: come ci si tutela?
Risposta: Saranno con urgenza fatti dei passaggi su questa indubbia criticità.
- Sul Compostaggio. Attivazione immediata degli impianti.
Risposta: Ne stiamo costruendo 13. Di qui a tre mesi attiveranno quelli di Eboli e di Salerno. L’assessore dichiara di NON SAPERE DOVE SONO GLI ALTRI IMPIANTI.
- Sulla tracciabilità dei rifiuti.
Risposta: Entro due mesi verranno attivati SITRA e SISTRI e l’intero parco veicolare sarà dotato di una scatola nera per controllare il percorso e le eventuali soste dei camion che trasportano rifiuti. Servirà a combattere la camorra che ad oggi si occupa del trasporto.
- Sulla richiesta di tavoli di coinvolgimento dei cittadini e delle realtà in lotta ai processi decisionali che riguardano la loro salute e i loro territori.
Risposta: L’assessore si è reso disponibile a creare un canale preferenziale e ha “dato segnali di apertura” nei confronti di questa possibilità.
- Nel decreto sugli abbattimenti (non ancora votato alla camera) è stata prevista la possibilità di rivedere le zone sottoposte a vincolo. C’è la possibilità che la cosa interessi il parco nazionale del Vesuvio? Noi vigileremo costantemente sulla cosa.
Risposta: L’assessore si impegna a fare altrettanto.
Ribadiamo in conclusione il concetto: nonostante una minima apertura su alcune questioni (come i controlli, che in una situazione del genere dovremmo avere per diritto) per questa amministrazione regionale non è possibile, allo stato attuale delle cose, PRESCINDERE DA DISCARICHE ED INCENERITORI. L’UNICA URGENZA è ALLUNGARE LA VITA DEGLI IMPIANTI ESISTENTI.
Etichetta: Sciarap/Arealive
Distribuzione: Edel
3 giugno ore 18:00 Museo Madre
napoli, via settembrini 79 (traversa di via duomo)
comunicato stampa
E' fissata per giovedì 3 giugno alle ore 18,00 al Museo Madre (via Settembrini 79, Napoli) la presentazione del nuovo disco di Capone & BungtBangt, Bio-Logic. Un disco bio-grafico ed eco-logico: due parole che sintetizzano il significato dei 21 brani contenuti nell'album che racchiude la storia di 10 anni di musica ad impatto zero. Alla presentazione, oltre a Capone e l'intera band, sarà presente il direttore del MADRE Edoardo Cycelin, Eugenio Ottieri direttore artistico di Progetto Sonora che ha collaborato alla produzione del video.
Capone & Bungt Bangt, la band più ecologica del mondo, ha deciso di presentare il proprio lavoro in un "contenitore" speciale, il Museo d'Arte Contemporanea Donna Regina di Napoli. La vicinanza istintiva che c'è sempre stata tra Capone e la Pop Art si è concretizzata nella collaborazione con il Madre per la realizzazione del video di Un'Altra Canzone d'Amore, girato proprio all'interno del museo. La troupe, guidata dal regista Dagon Lorai, ha "curiosato" tra le sale del museo, lasciandosi ispirare dalle opere d'arte contemporanea del Madre. Ne è venuta fuori una contaminazione inusuale tra musica ed arte, tra note e sculture. Il Video è stato realizzato grazie alla collaborazione dell'Associazione Scatola Sonora, poi diventata Progetto Sonora, che da sempre è attenta alle sinergie tra musica e arte e alle potenzialità dei luoghi non convenzionali.
Durante la presentazione verranno raccontati 10 anni di storia di Capone & BungtBangt, ascoltando anche alcuni brani ed i relativi video del percorso artistico della band che fin dall'inizio ha utilizzato solo e sempre materiali di scarto per "Produrre musica". Verranno eseguite versioni unplugged, "con poche cianfrusaglie" come dice Capone, strumenti ancora più semplici di quelli che vengono abitualmente utilizzati nei concerti. Per il concerto vero e proprio l'appuntamento è due giorni dopo, il 5 giugno in piazza San Domenico Maggiore. Si parlerà ed ascolterà live Project ReEvolution, brano inedito scritto da Capone con Francesco Sondelli per finanziare l'associazione Manitese in attività educative e creative dei bambini dei quartieri a rischio di Napoli e Città del Guatemala. Per l'occasione Sondelli sarà presente a Napoli proveniente da Los Angeles sua città di residenza.
Uno spazio verrà anche dedicato alla copertina del disco realizzata da Francesco Salvati, illustratore della Apple per i programmi di grafica dell'iPad che ha dato la possibilità a Capone & BungtBangt di essere la prima band ad avere una copertina disegnata con questo nuovo supporto che utilizza le dita al posto della matita. E' prevista anche una breve performance dei Bum Bum Trakk la band di bambini del 3° circolo di Sant'Antimo scuola elementare dove Capone da anni svolge un laboratorio sulla costruzione e l'utilizzo di strumenti fatti con materiali riciclati.
Insomma una presentazione piena di colori e sfumature che si addice a chi in tanti anni di musica ha voluto comunicare un mondo nuovo, un linguaggio tanto profondo e condiviso da tutti, senza barriere e senza bandiere.
L'ingresso è libero e l'invito è esteso a tutti, addetti ai lavori e pubblico.
Museo Madre ore 18:00 - Napoli, via settembrini 79 (traversa di via duomo).
Uffico stampa Giovanni Nicois 3336436258