L'unica alternativa a politiche succubi di un mercato che con le sue leggi tutto riduce a merce è l'autogestione dei territori.
APPUNTAMENTO SABATO 20 MARZO 2010
blog del Movimento per la Difesa del Territorio Area Vesuviana
Diretta corteo in streaming su WebTV: http://www.livestream.com/vesuvioinlotta
Contro discariche ed inceneritori. Per il Trattamento Meccanico Biologico (MBT): trattamento a freddo dei rifiuti. Per le dimissioni immediate del presidente dell’Ente Parco Vesuvio e di tutti i sindaci colpevoli dell’ecocidio in atto. Per una stagione dell’autogoverno collettivo. Per un nuovo piano rifiuti deciso dalle comunità locali autorganizzate. Per l’avvio reale della raccolta differenziata porta a porta. Per il salario garantito a precari e disoccupati che qui vivono disperano muoiono. Per Riciclo, Riuso e Compostaggio. Per un piano straordinario di bonifica delle aree inquinate. Contro il capitalismo della catastrofe.
Movimento Difesa del Territorio Area Vesuviana
Collettivo Area Vesuviana
Galli sulla monnezza
La storia di questi 16 anni di crisi dei rifiuti in Campania, che hanno causato l’avvelenamento radicale di terra, prodotti ed abitanti, è densa e piena di contraddizioni: dal piano Rastrelli al decreto Ronchi passando dalla FIBE-IMPREGILO al commissario straordinario Bassolino, da Prodi agli impianti di CDR fuori norma, dal prefetto di ferro Catenacci al superprefetto De Gennaro (quello del g8 di Genova), da BertolasoI° a BertolasoII° ed indagato, sino al Re-Berlusconi ed alla falsa fine dell’emergenza attraverso la moltiplicazione, manu militari, di megadiscariche ed inceneritori. Uno scenario drammatico, che diventa incubo se lo osserviamo dai nostri paesi (l’area vesuviana di Terzigno, Boscotrecase e Boscoreale) interessati da un accanito inquinamento che ha inizio nei lontani anni ’70. Se oggi l’attenzione è rivolta alle due nuove discariche (di cui una funzionante dalla scorsa estate e l’altra, Cava Vitello, di dimensioni spropositate, pronta ad essere inaugurata) che fanno scomparire sotto una coltre di rifiuti l’idea di un Parco Nazionale del Vesuvio, nulla si dice della vecchia SARI, discarica esaurita nel 1995 e mai bonificata, vera bomba ecologica causa prima dell’innalzamento dei tassi di malformazioni, tumori e malattie cardiovascolari tra i paesi limitrofi. E’ proprio la questione della bonifica che rende più chiaro ai nostri occhi l’imbroglio ecologico che si sta perpetrando ai danni delle popolazioni disinformate. Bisogna essere onesti intellettualmente: quando e come si potrà mai bonificare e risanare l’ambiente e la falda acquifera dopo aver colmato un buco a fossa con più di
Ecco perché non ci fidiamo dei balletti pre-elettorali di coloro i quali in tanti anni niente hanno fatto per indirizzare le politiche ambientali dei loro paesi su strade sostenibili e rispettose della salute degli abitanti. La loro contrarietà, adesso, all’apertura di nuove discariche è palesemente strumentale, prova ne è il fatto che non riescono a proporre serie alternative ad un modello di sviluppo che erge a sistema la creazione di inceneritori, rigassificatori, dissociatori molecolari e, perché no, centrali nucleari. Costoro, la partitocrazia al potere, che oggi vorrebbero atteggiarsi a paladini del bene comune (mirando, in realtà, al consenso!) non sono altro che galli sulla monnezza. Prima hanno condannato questa terra ed i suoi abitanti ad una morte lenta ed inesorabile poi, sullo stesso suolo contaminato, stanno inscenando una danza macabra ritmata dall’ozioso ritornello vota tu che voto anch’io. Tutto questo incoscienti del dato che il loro destino è praticamente segnato: essere inchiodati alle loro irresponsabilità.
Come comitati e movimenti autonomi dell’area vesuviana continueremo a percorrere, come da 6 anni a questa parte, una strada altra proponendo una strategia di gestione dei rifiuti partecipata, radicalmente opposta all’attuale e per un piano compatibile con la salute collettiva senza megadiscariche ed inceneritori incentrato sul modello “Zero Rifiuti”.
Movimento difesa del territorio Area Vesuviana
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Un mezzogiorno di “fuoco” in zona Pantano. La causa non è da attribuirsi ad un improvviso innalzamento della temperatura, ma ad una grossa nube nera che fuoriesce dai camini dell’inceneritore. Tra i contadini della zona scatta l’allarme. Lavoravano nei campi circostanti l’impianto, ma alle 12 di ieri la loro attenzione è stata catturatadalla vista di una grossa nube di fumo nero che traboccava dai camini del termovalorizzatore. In pochi minuti l’area limitrofa è stata oscurata. L’aria invasa da una cappa inquietante e dall’odore nauseabondo.In preda al panico si sono recati in Municipio prospettando al sindaco Tommaso Esposito la scena alla quale avevano assistito. Anche ilsindaco, dalla sua abitazione, si era reso conto di questa “anomalia”.«Ogni mattina il mio primo sguardo va in zona Pantano e questa mattina(ieri per chi legge) l’ho notata anch’io – ha confidato Esposito -. Coni contadini abbiamo parlato anche del consorzio di bonifica». Immediato il suo intervento con l’invio di un fax all’Arpac e a Coccolo, presidentedell’Osservatorio, chiedendo un intervento conoscitivo sull’accaduto.Alcuni tra i residenti in località Pantano hanno testimoniato che dalcielo è piovuta una cenere nera che ha sporcato i panni stesi fuori sui balconi, mentre nella zona si spargeva un odore forte, acre e irritante che ha agitato ulteriormente gli abitanti.Mercoledì scorso l’Osservatorio è stato prorogato fino al completamento del passaggio di proprietà dell’impianto, cioè fino al31 dicembre 2011. L’inceneritore inaugurato il 26 marzo 2009 non ha ancora superato tutti i test del collaudo. Secondo i tecnici dell’Osservatorio ha sforato 3 volte i limiti consentiti per le polveri sottili, con prelievi diretti al camino, mentre secondo i dati della centralina posta nel piazzale della ditta Delfino Spa ha sforato 14 volte dall’inizio dell’anno e più di140 volte dall’epoca dell’inaugurazione al 29 dicembre 2009.Assocampaniafelix e i comitati cittadini protestano: «Non ne possiamo più – dichiara Gennaro Esposito, delegato Assocampaniafelix -. Finoa quando possiamo sopportare soprusi così? Se il termovalorizzatore non è a norma, il sindaco deve pretenderne la chiusura. Gli sforamenti delle Pm10 oltre i limiti di legge erano già un dato sufficiente per dichiararlo non a norma. Adesso, da qualche settimana, assistiamo a queste emissioni di nubi tossiche e maleodoranti di colore nero che inquinano l’aria creando una cappa irrespirabile».Gli ambientalisti chiedono al sindaco l’utilizzo di poteri speciali perfermare queste emissioni, altrimenti annunciano di rivolgersi alla magistratura per i danni causati alla salute dei cittadini e del territorio.
Diossina nel latte materno: a Napoli è allarme
(Maria Pirro “Il Mattino” 16/02/2010)
Il disastro provocato dall’inquinamento in Campania l’hanno raccontato scienziati, epidemiologi e medici per l’ambiente. Ci sono tracce di DIOSSINA nel latte materno. Le assenza dei bambini a scuola coincidono con i picchi di smog segnalati dalle centraline dell’ARPAC. Mille gli interventi di mastectomia, la ricostruzione del seno colpito da neoplasia, ogni anno sono eseguiti negli ospedali della regione. E uno studio condotto dall’Istituto Sbarro di Philadelphia e del dipartimento di patologia umana e oncologia dell’Università di Siena dimostra persino che le statistiche ufficiali sul tumore alla mammella sono sottostimate del 26,5 per cento.
«L’esame delle schede di dimissioni ospedaliere fa emergere un’incidenza della patologia decisamente più elevata, soprattutto nella fascia d’età tra i 25 e i 44 anni», afferma il direttore dell’Istituto Sbarro, Antonio Giordano. È allarme in Campania. È rivolta dei medici in difesa dell’ambiente, con l’obiettivo di tutelare la salute pubblica.
All’Ordine dei medici di Napoli ieri sono state presentate le ultime ricerche che documentano il degrado del territorio e l’incidenza di talune patologie, dai tumori alle allergie. Incrociare i dati tra ambiente e salute, è il monito degli esperti, è fondamentale per inquadrare il problema.«Per il cancro al testicolo è già possibile individuare una correlazione tra l’incidenza della neoplasia e le classi di rischio per l’esposizione a discariche di rifiuti», afferma Mario Fusco, il medico che gestisce il registro dei tumori nell’ex Asl Napoli 4, con 17.300 nuovi casi di malattia rilevati in meno di dieci anni (1997-2005). Ma i dati sono ancora parziali: «Il sistema è sbrindellato dal punto di vista dei controlli dell’ambiente», rileva Maria Triassi, docente di igiene del Policlinico federiciano, che non nasconde le criticità: «L’ARPAC che si occupa del monitoraggio è un corpo estraneo che canta e suona in un’orchestra deserta: non esiste un database a disposizione delle Asl».
Di qui l’S.O.S.: «I problemi sono evidenti. Lo dimostrano gli ultimi studi scientifici presentati da esperti autorevoli», afferma Gabriele Peperoni, presidente dell’Ordine dei medici di Napoli che si richiama all’articolo 5 del codice deontologico. «La nostra categoria - spiega - deve interessarsi dell’ambiente e contribuire a lanciare iniziative a tutela della salute. Ma anche le istituzioni devono attivarsi e subito». Invoca il risveglio delle istituzioni anche Flavio Turrà, coordinatore dei lavori della commissione tecnico-scientifica sull’ambiente dell’Ordine, «creata proprio per lanciare input sulla questione ambientale», puntualizza Turrà e ribadisce:
«La Commissione tecnico-scientifica dell’Ordine nasce proprio per lanciare segnali sulla questione ambientale. Servono risposte concrete». In prima linea il medico del Pascale, Antonio Marfella sottolinea: «Tra il 2001 e il 2009, la spesa farmaceutica dell’Istituto per la cura dei tumori è salita del 300%. È passata da 1 euro a 3 euro per cittadino, a fronte di circa 200 posti letto». Con una metafora, Marfella descrive duramente la situazione: «È in atto una lapidazione, perché nessuno si sente responsabile dell’omicidio ma ciò non significa che non si muoia, a causa di questo continuo lancio di pietre contro la salute dei cittadini».
Un bambino su 500 si ammala di neoplasia, fa osservare Ernesto Burgio, del comitato scientifico dell’ISDE. Tra il 1998 e il 2002 i casi di cancro sono aumentati del 3,2% l’anno. Due tavole rotonde e nove relazioni, nel corso del convegno all’Ordine dei medici, hanno ribadito l’importanza della ricerca scientifica e delle conoscenze multidisciplinari.
(Adnkronos) - Gli 8 manifestanti, sono stati denunciati per oltraggio al pubblico ufficiale, violenza privata aggravata, danneggiamento aggravato e resistenza a pubblico ufficiale. Si tratta di cittadini incensurati, sia uomini che donne, residenti a Boscoreale e a Boscotrecase. Sono stati identificati grazie alle riprese con videocamere e alle foto scattate dalla Digos. Le indagini sono state svolte oltre che dalla Digos anche dal commissariato di Torre Annunziata.
Da tempo i cittadini di Boscoreale e Boscotrecase sono in agitazione perche' non vogliono l'apertura di una seconda discarica, a cava Vitiello, che ricade nel comune di Terzigno, confinante con Boscoreale e Boscotrecase. Il ministro Carfagna si era recato presso l'aula consiliare del palazzo municipale del comune di Boscoreale per tenere una manifestazione elettorale. I manifestanti hanno ritardato l'uscita del ministro protetta e poi scortata dagli agenti della Digos e del commissariato di Torre Annunziata.
fonte: http://www.libero-news.it/regioneespanso.jsp?id=351526
Siamo indignati dinanzi all'ennesimo abuso da parte dello Stato. 8 persone denunciate per aver semplicemente ricordato ai signori che gestiscono il potere che questa terra non è morta e non accetterà, restando a guardare, il disastro ambientale in atto.
La verità è una sola: hanno blindato la sala consiliare, vietando l’accesso ai cittadini, che per tutta risposta hanno chiesto pacificamente che i loro delegati (due donne, madri di famiglia e un professore universitario) venissero ricevuti dal ministro per presentare, in un documento di 16 punti, un progetto alternativo al piano rifiuti messo in atto dal governo. La dirigente della questura si è fatta portavoce dell'istanza dei cittadini, dicendosi vicina alle posizioni dei manifestanti e ha chiesto di attendere fino alla risposta del ministro.
L'UNICA RISPOSTA ARRIVATA È STATA UNA CARICA INGIUSTIFICATA.
Chiediamo solidarietà a tutte le realtà in lotta e ai cittadini.