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"Una diossina intellettuale sta decretando il Declino e la Caduta dell'Impero dell'Essere Umano...
e se non avessi qualche speranza lascerei perdere." F. Battiato
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Invitiamo i singoli, le associazioni, i centri sociali ad aderire all'appello per la costruzione di appuntamenti di mobilitazione e sensibilizzazione su tutto il territorio comprensoriale.

Contro discariche ed inceneritori. Per il Trattamento Meccanico Biologico (MBT): trattamento a freddo dei rifiuti. Per le dimissioni immediate del presidente dell’Ente Parco Vesuvio e di tutti i sindaci colpevoli dell’ecocidio in atto. Per una stagione dell’autogoverno collettivo. Per un nuovo piano rifiuti deciso dalle comunità locali autorganizzate. Per l’avvio reale della raccolta differenziata porta a porta. Per il salario garantito a precari e disoccupati che qui vivono disperano muoiono. Per Riciclo, Riuso e Compostaggio. Per un piano straordinario di bonifica delle aree inquinate. Contro il capitalismo della catastrofe.


Movimento Difesa del Territorio Area Vesuviana

Collettivo Area Vesuviana

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martedì 16 febbraio 2010

Il Re è sempre più nudo

Dopo le ultime vicende che hanno visto ancora una volta la repressione poliziesca mortificare la libera espressione del dissenso e zittire la voce rabbiosa di popolazioni sempre più considerate “merce virtuale” dai rappresentanti del capitale totale, non bisogna demordere. Abbiamo capito ancora meglio, dopo il carnevale di Boscoreale, che ogni qualvolta i comitati ed i movimenti autonomi, che dal basso cercano di far valere la propria progettualità antagonista, esercitano un diritto di veto definitivo articolando lo sforzo necessario adeguato alla ri-conversione complessiva di questo perverso “modello di sviluppo”, plasmato interamente sul/nel ciclo astrattizzante della merce e direzionato esclusivamente in funzione della logica della valorizzazione, dell’accumulazione capitalistica, la reazione avversaria mette subito all’opera i difensori e paladini della delega che attraverso un’operazione subdola e a tambur battente (aiutati da operatori dei media venduti e di parte) cercano di destrutturare i fondamenti concreti del soggetto collettivo in formazione riavviando un processo di atomizzazione del sociale che pone nuovamente l’autonomia della politica al posto di comando.

Come definire se non così complessamente quello che sta avvenendo. Oltre le cazzate sparate dal sindaco e dal ministro (guardino bene in casa propria, lì forse troveranno qualche camorrista travestito da assessore, sottosegretario o da burocrate!), oltre la speculazione indegna di pennivendoli al soldo dei potentati economici e politici locali, oltre il balletto osceno messo in campo da qualche fiancheggiatore delle lotte (il rifondarolo con la barba) che qualcuno dovrà educare a più consone prassi rispettose dell’ auto-organizzazione dei movimenti e delle istanze provenienti dal basso.

La sostanza è: dopo che il sociale ha messo in campo una piccola azione di critica, abbandonando per un attimo l’ambito assembleare (spesso asfittico), il Re si è mostrato in tutta la sua nudità. Dopo ogni ripresa di parola da parte dei soggetti materiali, infatti, dopo ogni assalto subìto, la rappresentanza si ritrova vittoriosa e insieme, paradossalmente, indebolita in una sorta di rattrappimento delle sue capacità di mistificazione e di ottundimento delle contraddizioni materiali di classe cui sarebbe preposta. I colpi di coda che cercano di sferrare attraverso la stampa amica è un comportamento da ascrivere interamente alle dinamiche prima ricordate. Il dato reale che rimane è la paura che il Re ha dei suoi “sudditi”.

In questo scenario devastato della politica, le lotte ambientali contro l’inquinamento generalizzato di questa parte a Sud dell’italico territorio (di cui la costruzione di discariche ed inceneritori indicano solo la punta dell’iceberg) rappresentano anche un’operazione di scoperchiamento su quel nugolo di interessi che da decenni saldano i partiti alla camorra e agli imprenditori senza scrupoli, specialmente in Campania, tutti uniti, questi sì, in una distruzione capillare di corpi, identità e culture perseguendo l’unico obiettivo del profitto.

Oggi, per chi ancora non vuol lasciarsi convincere che i giuochi siano chiusi, si tratta di lavorare per incidere in qualche modo sul corso degli eventi e strappare alla loro inerziale concatenazione qualsiasi spazio residuo esperibile, per tentare d’impedire che la “locomotiva sempre più impazzita” del capitale precipiti l’intera umanità in un baratro senza vie di scampo, rispetto a quell’implosione ecosistemica globale che va delineandosi sugli orizzonti del terzo millennio.

La scommessa è ancora lì che ci attende, tutti: o l’uscita, lo scarto radicale, rispetto alle traiettorie da sempre inscritte nel bagaglio genetico del modo di produzione capitalistico, o la comune rovina.

Il percorso ricompositivo messo in atto nell’ultimo periodo lascia ben sperare. Non lasciamoci intimidire.

No Pasaran

Movimento difesa del territorio Area Vesuviana

Collettivo Area Vesuviana

lunedì 15 febbraio 2010

BOSCOREALE. 13 febbraio2010

I comitati civici dell’area vesuviana ed i movimenti di difesa del territorio si sono dati appuntamento presso la sede del Comune di Boscoreale in occasione del carnevale ed in concomitanza della campagna elettorale del Pdl. Presente alla kermesse l’onorevole ministro Mara Carfagna, assente non giustificato l’onorevole Nicola Cosentino. La popolazione, circa 700 persone, presente per informare la cittadinanza e contestare contro l’apertura della seconda discarica (Cava Vitiello) prevista dal piano affaristico criminale deliberato dal Consiglio dei Ministri. Alla richiesta di un incontro con il Ministro, le popolazioni come unica risposta hanno subito la violenza e la durezza della repressione poliziesca. Gli agenti delle forze dell’ordine si sono accaniti contro donne e bambini indifesi scesi in piazza per difendere il loro territorio dall’avvelenamento cominciato trent’anni fa e sancito dal DL 90/2008.

Oggi, come da 15 anni a questa parte, il potere governativo rifiuta il dialogo con le popolazioni che chiedono di partecipare ed autogestire le scelte chiave a tutela della propria salute. Il fallimento di centro sinistra e centro destra in tema di rifiuti nasconde un progetto politico tutto interno al business di rifiuti-connection.

Durante la manifestazione, mentre un gruppo di contatto dialogava con la dirigente della questura per incontrare il Ministro, i reparti della celere sono giunti in numero sproporzionato già in assetto antisommossa ed hanno provocato, con spintoni e manganellate, la reazione pacifica dei presenti. Ancora una volta il piano di repressione messo in campo dal Governo, fiancheggiato dalle istituzioni locali, si è scagliato contro le comunità alle quali ormai è palese l’intreccio, altamente tossico, d’affari fra la politica e la camorra sulla questione discarica ed inceneritori. Non saranno, né oggi né mai, queste azioni ad arrestare le popolazioni in lotta contro questo disastro ambientale.

INVITIAMO LE REALTA’ DI BASE, LE COMUNITA’ E LA POPOLAZIONE TUTTA A PARTECIPARE IN MASSA A TUTTI I MOMENTI DI LOTTA IN DIFESA DEL TERRITORIO E DEL DIRITTO ALLA SALUTE

venerdì 12 febbraio 2010

ASSEMBLEA 11.02.10 - Resoconto

Nell’Assemblea Pubblica del giovedì, sono emerse una serie di proposte per arginare lo scempio ambientale a cui stiamo assistendo, nel silenzio assordante delle istituzioni.
Le riassumiamo qui di seguito:

1. Non delegare, non votare: alle prossime elezioni regionali diamo un segnale forte a questa politica fallimentare
2. Dimissioni immediate degli amministratori locali
3. Presidi e pubbliche manifestazioni
4. Continuare la campagna informativa e formativa sui territori
5. Avanzare istanze di protesta e lettere di denuncia indirizzate al Comune e alla Magistratura
6. Sollecitare e coinvolgere i commercianti in azioni di protesta.

ASSEMBLEA PUBBLICA
OGNI GIOVEDI ore 21:00 Stazione FS di Boscoreale

Prossimi appuntamenti

13 febbraio – Manifestazione. Concentramento in Piazza Pace, Boscoreale, ore 17:00.

16 febbraio – Intervento in Assemblea pubblica, sala consiliare del Comune di Boscoreale. ore 16:30.

18 febbraio – Intervento al consiglio comunale del Comune di Boscoreale, sala consiliare, ore 19:30. (Per questo giovedì non si terrà l’incontro consueto alla Stazione FS di Boscoreale).

Richiesta dati differenziata

La scorsa settimana è stata inoltrata la presente richiesta:

Al Direttore Generale

dell’Azienda Ambiente Reale

Dott.ssa Sara Tufano

e.p.c. Al Sindaco

Dr. Gennaro Langella

Oggetto : Richiesta dati raccolta differenziata

Il Movimento Civico Comuni Vesuviani, ospitato dall’ Associazione Culturale Stella Cometa” ubicata nei locali della stazione F S di Boscoreale - via Giovanni della Rocca 252 - presso i quali intende ricevere le comunicazioni via posta

CHIEDE

Alla S.V. un report aggiornato riguardo la destinazione e la gestione della raccolta differenziata sul territorio del Comune di Boscoreale con le relative specifiche percentuali.

Ringraziando anticipatamente per la sicura attenzione che porgerete alla nostra richiesta, si porgono cordiali saluti.

Il Movimento Civico Comuni Vesuviani

giovedì 4 febbraio 2010

contributo all'analisi della fase

Il progetto che non c’è.

Sud/lavoro/profitto.

In tempi di spaesamento e di grandissimo sconforto, di delocalizzazione spinta di ogni relazione sociale, “fare mente locale” significa rammemorare l’orientamento, ridefinire i contesti delle proprie esistenze nel dialogo congeniale con i luoghi ove esse si danno. Reimparare ad abitare è, per noi, la posta in gioco nella partita contro la megamacchina dell’estraneazione che è la società di capitale. E’ proprio la questione dell’abitare che oggi torna, seppur ancora nascostamente e spesso in modo distorto, al centro della riflessione di chi sente l’insostenibile peso e la trasparente violenza della condizione moderna, del suo accelerare verso “nuove” forme di “flessibilità” (siano esse relative al salario o alle mansioni o, ancora, al domicilio o all’etica); del suo evolvere nel senso della monocultura del profitto che, appunto, a se ogni cosa flette; del suo annichilire i luoghi nella riproduzione di questa materia sociale; della sua volontà di potenza che è volontà coloniale, pervasività delle sue forme di dominio. Come riprendere, quindi, la via dell’abitare occultata dalle abbacinanti trasparenze dei rapporti sociali dominanti? Come abitare? Se la risposta del Capitale a quest’ ultima domanda appare già data nei suoi processi di “globalizzazione” dell’economia e di “mondializzazione” dei suoi presupposti culturali, che attualmente spingono alla moderna Europa di Maastricht, la nostra risposta è, invece, ancora in formazione e per lo più si dà al negativo o in forma interrogativa. Sappiamo bene ciò che non vogliamo e, nello stesso tempo, fatichiamo ad uscire da quella che ci è continuamente rappresentata e spesso ci appare come l’unica storia possibile. Deficitiamo, in sostanza, di visioni attive. E ciò non è certo un caso essendo questa deficienza il prodotto specifico dell’immaginario moderno dominante. Come prodursi, quindi, in visioni attive? Come riprendere il dialogo con il sé nascosto, con la comunità che non c’è, con il luogo che non c’è, con l’abitare che non c’è? Che significa abitare? Sappiamo che ciò rimanda all’accordatura reciproca dimora/dimorante e che questa può darsi abbracciando strategicamente la dimensione locale. Ma come ritrovare il ritmo se le forme dell’esistenza sociale, politica, economica, culturale modellate dal capitale lavorano incessantemente alla disarmonia, allo squilibrio, alla delocalizzazione ovvero alla uniformazione indifferenziata dello spazio sociale/ambientale? Ciò che appare ormai indispensabile è lavorare ad un dimensionamento dei saperi e dei gesti di rottura, di quei saperi e di quei gesti che aboliscono, nel loro prodursi, l’impero delle relazioni di capitale ed alludono all’esistenza di comunità reali. Prodursi in saperi e pratiche non soggiogate, muoversi fuori dalla logica della produzione di profitto è già dar consistenza al progetto-che-non-c’è, ma di cui avvertiamo la necessità. Nelle luci accecanti dell’esistente, piccole zone d’ombra permettono di muoversi al riorientamento di pratiche di liberazione. Nel meridione d’italia, nei nostri territori, le condizioni oggettive dello sviluppo capitalistico hanno concretamente lavorato alla disgregazione sociale ed alla distruzione ambientale senza neppure creare quel surrogato di benessere e di stolida ricchezza che altre parti d’italia hanno “goduto” o “subito”, a seconda dei punti di vista. Pienamente irretiti dalle seduzioni del capitale, ma complessivamente senza “capitali”, eccoci tutti a fare i conti con ciò che rimane: desolidarizzazione, disoccupazione, abbattimento dei redditi, abbattimento dei salari, enorme indebitamento bancario individuale, emarginazione, perdita delle identità, devastazione ambientale e culturale, sviluppo esponenziale dell’extralegalità, delle carcerazioni, corruzione, estesa militarizzazione del territorio, cementificazione selvaggia, impoverimento ed inquinamento delle falde acquifere, inquinamento da fanghi, da pesticidi, …e via così e peggio. Orientarsi in questo desolato orizzonte di cose e di esseri è certo impresa ardua, tuttavia è questa la posta in gioco a meno di scegliere l’emigrazione (che del resto fa parte del medesimo orizzonte) o la fuga (concreta o ideale che sia) verso improbabili paradisi. Orientarsi significa per noi, lavorare nei luoghi di appartenenza al restauro di relazioni non agite dalla dimensione del profitto; è iniziare quella faticosa ma indispensabile opera che chiamiamo ricomposizione comunitaria. E’ in questo percorso di lotta per la ridefinizione dei luoghi della produzione, dello studio, della festa, … dell’abitare che si impara e si insegna ad orientarsi. Sappiamo tutti quanto sia “utopistico” pensare, oggi, questo tipo di lavoro; quanto questa opera di restauro si dia per lo più come allusione concreta. Nelle attuali condizioni storiche l’opera di restauro indossa gli abiti della valenza immaginale. Eppure se sin dall’inizio, nelle lotte sui programmi immediati che dallo specifico locale prendono le mosse (siano essi relativi all’uso della finanza comunale; agli usi civici; al ripristino ecologico del territorio, alla salute; agli inquinamenti; al reddito ed alla difesa del salario; ecc.), questa “utopia” non informerà di sé le ragioni dei conflitti, allora, sarà inevitabile cadere nelle trappole dell’esistente.

Enzo

M.A.A.V.

sabato 23 gennaio 2010

ASSEMBLEA RIFIUTI

IL MOVIMENTO PER LA DIFESA DEL TERRITORIO AREA VESUVIANA
E IL COMITATO CIVICO BOSCOREALE INVITANO LA CITTADINANZA TUTTA

ASSEMBLEA PUBBLICA
TUTTI I GIOVEDÌ ALLE ORE 21:00
STAZIONE FS DI BOSCOREALE

IL MANIFESTO:

1. Riduzione a monte dei rifiuti e campagna informativa e formativa per dare suggerimenti sull’acquisto di prodotti che comportino una minore produzione di rifiuti (imballaggi, decorazioni superflue, materiali disomogenei e difficili da smaltire, ecc.). Valutare con attenzione ciò che si acquista, operando una scelta tra diversi prodotti dello stesso tipo, per orientarsi su quelli che, a parità di qualità, generano meno scarti;
2. Rimozione immediata dei rifiuti giacenti su tutto il territorio;
3. Raccolta differenziata porta a porta effettiva e documentata con annesso e specifico piano industriale che preveda in tempi rapidissimi un passaggio da TARSU a T.I.A., abbattendo i costi del servizio ed allo stesso tempo rispettando la direttiva europea sintetizzata dal principio “Chi inquina paga”;
4. Trattamento Meccanico Biologico (TMB): trattamento a freddo dei rifiuti con sistema di estrusione (tipo Vedelago);
5. Riciclo, Riuso e Compostaggio;
6. Incentivare controlli e sanzioni, in modo che siano un monito per quei cittadini che ancora non sono convinti che la differenziata è una questione di vita o di morte per l’ambiente naturale che ci circonda;
7. Installare, dove lo spazio lo consente, mini isole ecologiche in tutta la regione Campania nei parcheggi a servizio di: supermercati, centri commerciali, cinema, stazioni ferroviarie e marittime, discoteche, bar, ristoranti, pizzerie, lidi balneari, industrie, scavi archeologici, musei, scuole, chiese, sedi di Istituzioni Pubbliche, ospedali e in tutti i parcheggi pubblici e privati custoditi.
8. Incentivare il compostaggio domestico familiare e condominiale tramite manifesti e depliant illustrativi con relative istruzioni;
9. Applicare su tutti i prodotti in commercio un bollino colorato dello stesso colore del contenitore della raccolta differenziata alla quale è destinato quando diventerà rifiuto, mentre per i prodotti che non vanno nei bidoni applicare una targhetta con le istruzioni di come smaltirlo quando non sarà più utilizzabile;
10. Istituzione di piattaforme ecologiche in numero sufficiente per rendere agevole l’utilizzo delle stesse da parte dei cittadini, tenendo presente la particolare conformazione geografica del territorio comunale. Dette piattaforme dovrebbero essere attrezzate con delle tettoie dove depositare tutti quei rifiuti recuperabili quali mobili, sedie, divani che con piccoli lavori artigianali potrebbero essere, una volta riparati, distribuiti a tutte quelle famiglie che si trovano in stato di bisogno. La riparazione potrebbe essere affidata a dei volontari che presterebbero la loro opera come gesto di solidarietà. A questo scopo si potrebbero reclutare i volontari con manifesti o attraverso le Parrocchie, le Associazioni e i Circoli;
11. Trasmettere periodicamente il percorso del materiale riciclato dal bidone al sito di lavorazione, per sfatare la convinzione che la raccolta differenziata sia solo fittizia, e cioè che in qualche luogo lontano da occhi indiscreti il differenziato finisca con l’indifferenziato e portato così in discarica;
12. Istituzione da parte dei Comuni di uno sportello telematico per fornire ai cittadini informazioni ed aggiornamenti sulla problematica dei rifiuti in tempo reale;
13. Piano straordinario di bonifica delle aree inquinate;
14. Abolizione definitiva dei commissariati straordinari;
15. Un nuovo piano rifiuti concordato con le comunità locali autorganizzate;
16. Contro discariche e inceneritori.